Parco Naturale Regionale
Monti Ausoni e Lago di Fondi

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Regione Lazio

Comune di Terracina (LT)

Provincia: Latina
Popolazione residente: 44.081
Superficie comunale 13.640 Ha
Superficie Area Protetta: 1.417 Ha
CAP: 04019
Prefisso telefonico 0773
Sito web www.comune.terracina.lt.it

 

Cenni Storici
I primi reperti relativi alla storia di Terracina risalgono al Paleolitico e sono stati rinvenuti in grotte e anfratti alle pendici di Monte S. Angelo.

In epoca storica la città divenne centro degli Ausoni, ma già alla fine del VI sec. a.C. entrò sotto l’influenza romana. Fra il V e il IV secolo fu contesa fra i Volsci, che le diedero il nome di Anxur, e i Romani, dai quali fu definitivamente conquistata e trasformata, nel 329 a.C., in colonia maritima. Nel 312 a.C. la creazione della Via Appia determinò una rilevante fase di sviluppo poiché la strada, nata per collegare Roma con Capua, fu fatta passare proprio per Terracina ricalcando un percorso più antico. Un altro fattore di sviluppo era costituito dal porto, uno dei più importanti sul Tirreno e punto di arrivo delle derrate che si producevano nell’entroterra; nella fertile zona della Valle furono pertanto costruite molte ville rustiche, di proprietà dei ricchi possidenti terracinesi.

Un ulteriore momento positivo si ebbe in età sillana, all’inizio del I sec. a.C., quando una rilevante serie di interventi urbanistici portò all’espansione dell’abitato. Di particolare importanza fu la ricostruzione, in forme monumentali, del santuario di Monte S. Angelo, risalente a qualche secolo prima e forse dedicato a Giove Anxur. Nuovi interventi avvennero fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., con la ristrutturazione del Foro Emiliano, nella parte alta, e la costruzione del Foro “Severiano” nella zona bassa, che nel frattempo era stata interessata da un’espansione edilizia.

Una nuova fase urbanistica si ebbe probabilmente all’inizio del II secolo d.C., sotto l’imperatore Traiano, al quale la tradizione attribuisce la ricostruzione del porto e il taglio del Pisco Montano, operato per consentire la rettifica dell’Appia lungo la costa.

In epoca tarda cominciò la decadenza della città, dovuta all’impaludamento dell’Appia e alle scorrerie dei barbari, che costrinsero alla realizzazione di una nuova cinta muraria (inizio V sec. a.C.) e alla contrazione dell’abitato nella parte alta, sede dell’originario nucleo urbano.

Nell’alto Medio Evo Terracina fu coinvolta nella guerra greco-gotica (VI secolo) e subito dopo fu soggetta alle incursioni dei Longobardi. Per la sua importanza strategica, essa divenne il confine meridionale dello Stato della Chiesa e per questo fu più volte contesa fra il Ducato di Gaeta e il Papato, ottenendo nel frattempo lo status di comune autonomo. Durante l’XI secolo momenti di particolare rilievo furono la riconsacrazione della Cattedrale, avvenuta nel 1074, e l’elezione nel 1088 di Urbano II, il papa che bandì la prima crociata.

Nel XII secolo la città fu concessa in feudo alla potente famiglia romana dei Frangipane, con i quali i Terracinesi ebbero un’aspra contesa durata molti decenni e conclusa, all’inizio del XIII secolo, con la sconfitta dei Frangipane e la riconquista dell’autonomia comunale.

Nella prima metà del ‘300, al tempo del papato avignonese, Terracina dovette tollerare l’egemonia di Roberto I d’Angiò, re di Napoli, poiché garantiva la tutela dalle mire espansionistiche dei Caetani di Fondi.

Durante il ‘400 la città passò alternativamente in mano al Papato e al Regno di Napoli fino al 1499, quando si giunse alla pacificazione con la riconquista pontificia e la definitiva perdita dell’autonomia cittadina.

Nel XVI secolo Terracina subì una progressiva decadenza, da cui si risollevò solo alla fine del ‘700 grazie all’operato di papa Pio VI che, in concomitanza con la bonifica delle Paludi Pontine e il ripristino della Via Appia, fece di Terracina la sede amministrativa dei nuovi interventi. Oltre ad imponenti edifici nella parte alta, quali il Palazzo della Bonificazione Pontina e il Palazzo Braschi, venne creato nella parte bassa il Borgo Pio, attraversato dal canale artificiale Linea che, convogliando le acque dell’Agro Pontino, costeggiava l’Appia da Tre Ponti fino a Terracina. Pochi decenni dopo fu costruito, ad opera di Gregorio XVI, il nuovo porto-canale, ampliato nella seconda metà del ‘900.

Nel 1870, la città entrò a far parte, come il resto del Lazio, dello Stato italiano e in tale contesto fu realizzata, nel 1892, la ferrovia Roma-Velletri-Terracina. I massicci bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale produssero gravi danni al tessuto urbano medievale e moderno, consentendo tuttavia di portare alla luce significativi resti della Terracina romana.

(a cura dell’Archeoclub d’Italia, Sede di Terracina)

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