Parco Naturale Regionale
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Custodi di Bellezza

Regione Lazio

Comune di San Giovanni Incarico (FR)

Riserva naturale Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico

Provincia: Frosinone
Popolazione residente: 3.291
Superficie comunale 24,71 km²
Superficie Area Protetta:
CAP: 03028
Prefisso telefonico 0776
Sito web www.comunesangiovanniincarico.fr.it

 

Cenni Storici

Si ritiene che il paese sia stato fondato dalla distruzione di Fabrateria Nova da parte dei Longobardi durante metà del V secolo. Gli abitanti di Fabrateria Nova infatti, dopo l’invasione dei longobardi, si rifugiarono sulle pendici dell’attuale Colle Formale (un tempo chiamato Colle San Maurizio) che tuttora domina l’intero paese.

Sulla cima del Colle San Maurizio sorge il santuario della Madonna della Guardia, considerata dalla comunità cristiana di San Giovanni Incarico compatrona del paese, insieme a San Giovanni Battista che è il patrono.

All’inizio del X secolo, mentre il paese era sotto il dominio feudale di Atenolfo II di Gaeta, sul colle sorgeva una piccola chiesa dedicata a San Maurizio, ma questa venne chiusa al culto in seguito all’abbandono. Successivamente il paese passò sotto la podestà di Riccardo dell’Aquila. Con le invasioni saracene, avvenute durante il secolo XI, sulla sommità del colle vi fu stabilita una vedetta per avvisare in tempo la popolazione di eventuali minacce imminenti. Fu allora che nella chiesa, sorta inizialmente in onore di San Maurizio, vi fu collocata una statua della Madonna, chiamata appunto Madonna della Guardia perché fungesse da guardiana dalle invasioni al piccolo paese.
A partire dal XVI secolo entrò a far parte dei possedimenti della casa Farnese per passare nel secolo XVIII nell’amministrazione degli Stati mediceo farnesiani.

Fino all’unita’ d’Italia rimase sotto la giurisdizione del Regno delle Due Sicilie, nella regione denominata “Terra di Lavoro“. Sulla piazza principale del paese infatti, si può ammirare la fontana cosiddetta “borbonica”, fatta erigere da Ferdinando IV di Borbone, come attesta l’iscrizione posta su di essa. Inoltre al confine con il comune di Falvaterra, sono ancora visibili i cippi confinanti che delimitivano il territorio dello Stato Pontificio da quello del Regno di Napoli.

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